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CODICE DEI BENI CULTURALI E PAESAGGIO

D.Lg. 42/2004

Aggiornato D.L. 5/2012


  • Disposizioni generali (art. 1-9)
  • Beni culturali (art. 10-130)
  • Beni paesaggistici (art. 131-159)
  • Sanzioni (art. 160-181)
  • Disposizioni transitorie, abrogazioni ed entrata in vigore (art. 182-184)
  • Allegati

PARTE I

DISPOSIZIONI GENERALI

(art. 1-9)

ARTICOLO 1 - PRINCIPI

1. In attuazione dell’Articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui all’Articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice.

2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.

3. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione.

4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale.

5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale sono tenuti a garantirne la conservazione.

6. Le attività concernenti la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale indicate ai commi 3, 4 e 5 sono svolte in conformità alla normativa di tutela.

ARTICOLO 2 - PATRIMONIO CULTURALE

1. Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici.

2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.

3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati all’Articolo 134, costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge.

4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettività, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela.

ARTICOLO 3 - TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE

1. La tutela consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette, sulla base di un’adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione.

2. L’esercizio delle funzioni di tutela si esplica anche attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti al patrimonio culturale.

ARTICOLO 4 - FUNZIONI DELLO STATO IN MATERIA DI TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE

1. Al fine di garantire l’esercizio unitario delle funzioni di tutela, ai sensi dell’Articolo 118 della Costituzione, le funzioni stesse sono attribuite al Ministero per i beni e le attività culturali, di seguito denominato «Ministero», che le esercita direttamente o ne può conferire l’esercizio alle regioni, tramite forme di intesa e coordinamento ai sensi dell’Articolo 5, commi 3 e 4. Sono fatte salve le funzioni già conferite alle regioni ai sensi dei commi 2 e 6 del medesimo Articolo 5.

2. Il Ministero esercita le funzioni di tutela sui beni culturali di appartenenza statale anche se in consegna o in uso ad amministrazioni o soggetti diversi dal Ministero.

ARTICOLO 5 - COOPERAZIONE DELLE REGIONI E DEGLI ALTRI ENTI PUBBLICI TERRITORIALI IN MATERIA DI TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE

1. Le regioni, nonché i comuni, le città metropolitane e le province, di seguito denominati «altri enti pubblici territoriali», cooperano con il Ministero nell’esercizio delle funzioni di tutela in conformità a quanto disposto dal Titolo I della Parte II del presente codice.

2. Le funzioni di tutela previste dal presente codice che abbiano ad oggetto manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli, raccolte librarie, nonché libri, stampe e incisioni, non appartenenti allo Stato, sono esercitate dalle regioni. Qualora l'interesse culturale delle predette cose sia stato riconosciuto con provvedimento ministeriale, l'esercizio delle potestà previste dall'articolo 128 compete al Ministero.

3. Sulla base di specifici accordi od intese e previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, di seguito denominata «Conferenza Stato-regioni», le regioni possono esercitare le funzioni di tutela su carte geografiche, spartiti musicali, fotografie, pellicole o altro materiale audiovisivo, con relativi negativi e matrici, non appartenenti allo Stato.

4. Nelle forme previste dal comma 3 e sulla base dei principi di differenziazione ed adeguatezza, possono essere individuate ulteriori forme di coordinamento in materia di tutela con le regioni che ne facciano richiesta.

5. Gli accordi o le intese possono prevedere particolari forme di cooperazione con gli altri enti pubblici territoriali.

6. Le funzioni amministrative di tutela dei beni paesaggistici sono esercitate dallo Stato e dalle regioni secondo le disposizioni di cui alla Parte terza del presente codice, in modo che sia sempre assicurato un livello di governo unitario ed adeguato alle diverse finalità perseguite.

7. Relativamente alle funzioni esercitate dalle regioni ai sensi dei commi 2, 3, 4, 5 e 6, il Ministero esercita le potestà di indirizzo e di vigilanza e il potere sostitutivo in caso di perdurante inerzia o inadempienza.

ARTICOLO 6 - VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE

1. La valorizzazione consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale. In riferimento al paesaggio la valorizzazione comprende altresì la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, ovvero la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati.

2. La valorizzazione è attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze.

3. La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale.

ARTICOLO 7 - FUNZIONI E COMPITI IN MATERIA DI VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE

1. Il presente codice fissa i principi fondamentali in materia di valorizzazione del patrimonio culturale. Nel rispetto di tali principi le regioni esercitano la propria potestà legislativa.

2. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali perseguono il coordinamento, l’armonizzazione e l’integrazione delle attività di valorizzazione dei beni pubblici.

ARTICOLO 7 BIS - ESPRESSIONI DI IDENTITÀ CULTURALE COLLETTIVA

1. Le espressioni di identità culturale collettiva contemplate dalle Convenzioni UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e per la protezione e la promozione delle diversità culturali, adottate a Parigi, rispettivamente, il 3 novembre 2003 ed il 20 ottobre 2005, sono assoggettabili alle disposizioni del presente codice qualora siano rappresentate da testimonianze materiali e sussistano i presupposti e le condizioni per l'applicabilità dell'articolo 10.

ARTICOLO 8 - REGIONI E PROVINCE AD AUTONOMIA SPECIALE

1. Nelle materie disciplinate dal presente codice restano ferme le potestà attribuite alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e Bolzano dagli statuti e dalle relative norme di attuazione.

ARTICOLO 9 - BENI CULTURALI DI INTERESSE RELIGIOSO

1. Per i beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa cattolica o di altre confessioni religiose, il Ministero e, per quanto di competenza, le regioni provvedono, relativamente alle esigenze di culto, d’accordo con le rispettive autorità.

2. Si osservano, altresì, le disposizioni stabilite dalle intese concluse ai sensi dell’Articolo 12 dell’Accordo di modificazione del Concordato lateranense firmato il 18 febbraio 1984, ratificato e reso esecutivo con legge 25 marzo 1985, n. 121, ovvero dalle leggi emanate sulla base delle intese sottoscritte con le confessioni religiose diverse dalla cattolica, ai sensi dell’Articolo 8, comma 3, della Costituzione.

PARTE II

BENI CULTURALI

(art. 10-130)

ARTICOLO 10 - BENI CULTURALI

1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti alloStato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonche'ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridicheprivate senza fine di lucro , ivi compresi gli enti ecclesiasticicivilmente riconosciuti, che presentano interesse artistico, storico,archeologico o etnoantropologico.

2. Sono inoltre beni culturali:

a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghiespositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubbliciterritoriali, nonche' di ogni altro ente ed istituto pubblico;

b) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni,degli altri enti pubblici territoriali, nonche' di ogni altro ente edistituto pubblico;

c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delleregioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonche' di ognialtro ente e istituto pubblico , ad eccezione delle raccolte cheassolvono alle funzioni delle biblioteche indicate all'articolo 47,comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977,n. 616 .

3. Sono altresi' beni culturali, quando sia intervenuta ladichiarazione prevista dall'articolo 13:

a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico,storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante,appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1;

b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, cherivestono interesse storico particolarmente importante;

c) le raccolte librarie, appartenenti a privati, di eccezionaleinteresse culturale;

d) le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, cherivestono un interesse particolarmente importante a causa del lororiferimento con la storia politica, militare, della letteratura,dell'arte, della scienza, della tecnica, dell'industria e dellacultura in genere, ovvero quali testimonianze dell'identita' e dellastoria delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose;

e) le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, chenon siano ricomprese fra quelle indicate al comma 2 e che, pertradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, ovvero perrilevanza artistica, storica, archeologica, numismatica oetnoantropologica, rivestano come complesso un eccezionale interesse.

4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3,lettera a):

a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e leprimitive civilta';

b) le cose di interesse numismatico che, in rapporto all'epoca,alle tecniche e ai materiali di produzione, nonche' al contesto diriferimento, abbiano carattere di rarita' o di pregio;

c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli,nonche' i libri, le stampe e le incisioni, con relative matrici,aventi carattere di rarita' e di pregio;

d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi caratteredi rarita' e di pregio;

e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicolecinematografiche ed i supporti audiovisivi in genere, aventicarattere di rarita' e di pregio;

f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesseartistico o storico;

g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbanidi interesse artistico o storico;

h) i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico;

i) le navi e i galleggianti aventi interesse artistico, storicood etnoantropologico;

l) le architetture rurali aventi interesse storico odetnoantropologico quali testimonianze dell'economia ruraletradizionale.

5. Salvo quanto disposto dagli articoli 64 e 178, non sonosoggette alla disciplina del presente Titolo le cose indicate alcomma 1 che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione nonrisalga ad oltre cinquanta anni, se mobili, o ad oltre settanta anni,se immobili, nonche' le cose indicate al comma 3, lettere a) ed e),che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga adoltre cinquanta anni.

ARTICOLO 11 - COSE OGGETTO DI SPECIFICHE DISPOSIZIONI DI TUTELA

1. Sono assoggettate alle disposizioni espressamente richiamate le seguenti tipologie di cose:

a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli ed altri elementi decorativi di edifici, esposti o non alla pubblica vista, di cui all’Articolo 50, comma 1;

b) gli studi d’artista, di cui all’Articolo 51;

c) le aree pubbliche di cui all’Articolo 52;

d) le opere di pittura, di scultura, di grafica e qualsiasi oggetto d’arte di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni, a termini degli articoli 64 e 65, comma 4;

e) le opere dell’architettura contemporanea di particolare valore artistico, a termini dell?’articolo 37;

f) le fotografie, con relativi negativi e matrici, gli esemplari di opere cinematografiche, audiovisive o di sequenze di immagini in movimento, le documentazioni di manifestazioni, sonore 10 o verbali, comunque realizzate, la cui produzione risalga ad oltre venticinque anni, a termine dell?’articolo 65, comma 3, lettera c);

g) i mezzi di trasporto aventi più di settantacinque anni, a termine degli articoli 65, comma 3, lettera c) e 67, comma 2;

h) i beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza e della tecnica aventi più di cinquanta anni, a termini dell?’articolo 65, comma 3, lettera c);

i) le vestigia individuate dalla vigente normativa in materia di tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale, di cui all’Articolo 50, comma 2.

1-bis. Per le cose di cui al comma 1, resta ferma l'applicabilità delle disposizioni di cui agli articoli 12 e 13, qualora sussistano i presupposti e le condizioni stabiliti dall'articolo 10.

ARTICOLO 12 - VERIFICA DELL’INTERESSE CULTURALE

1. Le cose indicate all'articolo 10, comma 1, che siano opera diautore non piu' vivente e la cui esecuzione risalga ad oltrecinquanta anni, se mobili, o ad oltre settanta anni, se immobili,sono sottoposte alle disposizioni della presente Parte fino a quandonon sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2.

2. I competenti organi del Ministero, d’ufficio o su richiesta formulata dai soggetti cui le cose appartengono e corredata dai relativi dati conoscitivi, verificano la sussistenza dell’interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico nelle cose di cui al comma 1, sulla base di indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero medesimo al fine di assicurare uniformità di valutazione.

3. Per i beni immobili dello Stato, la richiesta di cui al comma 2 è corredata da elenchi dei beni e dalle relative schede descrittive. I criteri per la predisposizione degli elenchi, le modalità di redazione delle schede descrittive e di trasmissione di elenchi e schede sono stabiliti con decreto del Ministero adottato di concerto con l’Agenzia del demanio e, per i beni immobili in uso all’amministrazione della difesa, anche con il concerto della competente direzione generale dei lavori e del demanio. Il Ministero fissa, con propri decreti, i criteri e le modalità per la predisposizione e la presentazione delle richieste di verifica, e della relativa documentazione conoscitiva, da parte degli altri soggetti di cui al comma 1.

4. Qualora nelle cose sottoposte a verifica non sia stato riscontrato l’interesse di cui al comma 2, le cose medesime sono escluse dall’applicazione delle disposizioni del presente Titolo.

5. Nel caso di verifica con esito negativo su cose appartenenti al demanio dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali, la scheda contenente i relativi dati è trasmessa ai competenti uffici affinché ne dispongano la sdemanializzazione qualora, secondo le valutazioni dell’amministrazione interessata, non vi ostino altre ragioni di pubblico interesse.

6. Le cose di cui al comma 4 e quelle di cui al comma 5 per le quali si sia proceduto alla sdemanializzazione sono liberamente alienabili, ai fini del presente codice.

7. L’accertamento dell’interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico, effettuato in conformità agli indirizzi generali di cui al comma 2, costituisce dichiarazione ai sensi dell’Articolo 13 ed il relativo provvedimento è trascritto nei modi previsti dall’Articolo 15, comma 2. I beni restano definitivamente sottoposti alle disposizioni del presente Titolo.

8. Le schede descrittive degli immobili di proprietà dello Stato oggetto di verifica con esito positivo, integrate con il provvedimento di cui al comma 7, confluiscono in un archivio informatico, conservato presso il Ministero e accessibile al Ministero e all’Agenzia del demanio, per finalità di monitoraggio del patrimonio immobiliare e di programmazione degli interventi in funzione delle rispettive competenze istituzionali.

9. Le disposizioni del presente

Articolo si applicano alle cose di cui al comma 1 anche qualora i soggetti cui esse appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica.

10. Il procedimento di verifica si conclude entro centoventi giorni dal ricevimento della richiesta.