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CODICE DI PROCEDURA CIVILE

R.D. 1443/1940

Agg. alla L. 134/2012


  • DISPOSIZIONI GENERALI (art. 1-162)
    • Degli organi giudiziari (art. 1-68)
    • Del pubblico ministero (art. 69-74)
    • Delle parti e dei difensori (art. 75-98)
    • Dell'esercizio dell'azione (art. 99-111)
    • Dei poteri del giudice (art. 112-120)
    • Degli atti processuali (art. 121-162)
  • DEL PROCESSO DI COGNIZIONE (art. 163-473)
    • Del procedimento davanti al tribunale (art. 163-310)
    • Del procedimento davanti al giudice di pace (art. 311-322)
    • Delle impugnazioni (art. 323-408)
    • Norme per le controversie in materia di lavoro (art. 409-473)
  • DEL PROCESSO DI ESECUZIONE (art. 474-632)
    • Del titolo esecutivo e del precetto (art. 474-482)
    • Dell'espropriazione forzata (art. 483-604)
    • Dell'esecuzione per consegna o rilascio (art. 605-611)
    • Dell'esecuzione forzata di obblighi di fare e di non fare (art. 612-614 bis)
    • Delle opposizioni (art. 615-622)
    • Della sospensione e dell'estinzione del processo (art. 623-632)
  • DEI PROCEDIMENTI SPECIALI (art. 633-840)
    • Dei procedimenti sommari (art. 633-705)
    • Dei procedimenti in materia di famiglia e di stato delle persone (art. 706-742 bis)
    • Della copia e della collazione di atti pubblici (art. 743-746)
    • Dei procedimenti relativi all'apertura delle successioni (art. 747-783)
    • Dello scioglimento di comunioni (art. 784-791)
    • Del processo di liberazione degli immobili dalle ipoteche (art. 792-795)
    • Dell'efficacia delle sentenze straniere e della esecuzione di altri atti di autorita` straniere (art. 796-805)
    • Dell'arbitrato (art. 806-840)
  • Disposizioni per l’attuazione del Codice di procedura civile e disposizioni transitorie (art. 1-197)
    • Del pubblico ministero (art. 1-3)
    • Degli esperti e degli ausiliari del giudice (art. 4-53)
    • Del processo di cognizione (art. 54-152 bis)
    • Del processo di esecuzione (art. 153-187 bis)
    • Dei procedimenti speciali (art. 188-196)
    • Disposizioni transitorie (art. 197-231)

LIBRO I

DISPOSIZIONI GENERALI

(art. 1-162)

TITOLO I

DEGLI ORGANI GIUDIZIARI

(art. 1-68)

ARTICOLO 1 - GIURISDIZIONE DEI GIUDICI ORDINARI

La giurisdizione civile, salvo speciali disposizioni di legge, e' esercitata dai giudici ordinari secondo le norme del presente codice.



ARTICOLO 2 - [INDEROGABILITA' CONVENZIONALE DELLA GIURISDIZIONE] (1)

[La giurisdizione italiana non puo' essere convenzionalmente derogata a favore di una giurisdizione straniera, ne' di arbitri che pronuncino all'estero, salvo che si tratti di causa relativa ad obbligazioni tra stranieri o tra uno straniero e un cittadino non residente ne' domiciliato nella Repubblica e la deroga risulti da atto scritto.]

(1) Articolo abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218.



ARTICOLO 3 - [PENDENZA DI LITE DAVANTI A GIUDICE STRANIERO] (1)

[La giurisdizione italiana non e' esclusa dalla pendenza davanti a un giudice straniero della medesima causa o di altra con questa connessa.]

(1) Articolo abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218.



ARTICOLO 4 - [GIURISDIZIONE RISPETTO ALLO STRANIERO] (1)

[Lo straniero puo' essere convenuto davanti ai giudici della Repubblica:

1) se quivi e' residente o domiciliato, anche elettivamente, o vi ha un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio a norma dell'articolo 77, oppure se ha accettato la giurisdizione italiana, salvo che la domanda sia relativa a beni immobili situati all'estero;

2) se la domanda riguarda beni esistenti nella Repubblica o successioni ereditarie di cittadino italiano o aperte nella Repubblica, oppure obbligazioni quivi sorte o da eseguirsi;

3) se la domanda e' connessa con altra pendente davanti al giudice italiano, oppure riguarda provvedimenti cautelari da eseguirsi nella Repubblica o relativi a rapporti dei quali il giudice italiano puo' conoscere;

4) se, nel caso reciproco, il giudice dello Stato al quale lo straniero appartiene puo' conoscere delle domande proposte contro un cittadino italiano.]

(1) Articolo abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218.



ARTICOLO 5 - MOMENTO DETERMINANTE DELLA GIURISDIZIONE E DELLA COMPETENZA (1)

La giurisdizione e la competenza si determinano con riguardo alla legge vigente e allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della domanda, e non hanno rilevanza rispetto ad esse i successivi mutamenti della legge o dello stato medesimo.



(1) Articolo cosi' sostituito dall'art. 2, Legge 26 novembre 1990, n. 353.



ARTICOLO 6 - INDEROGABILITA' CONVENZIONALE DELLA COMPETENZA

La competenza non puo' essere derogata per accordo delle parti, salvo che nei casi stabiliti dalla legge.





ARTICOLO 7 - COMPETENZA DEL GIUDICE DI PACE

Il giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore euro 5.000,00 quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice

Il giudice di pace è altresì competente per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti, purché il valore della controversia non superi euro 20.000,00.

È competente qualunque ne sia il valore:

1) per le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;

2) per le cause relative alla misura ed alle modalità d’uso dei servizi di condominio di case;

3) per le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità;

3-bis) per le cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali.



ARTICOLO 8 - [COMPETENZA DEL PRETORE] (1)

[Il pretore e' competente per le cause, anche se relative a beni immobili, di valore non superiore a lire cinquanta milioni, in quanto non siano di competenza del giudice di pace.

E' competente, qualunque ne sia il valore:

1) per le azioni possessorie, salvo il disposto dell'articolo 704, e per le denunce di nuova opera e di danno temuto, salvo il disposto dell'articolo 688, secondo comma;

2) per le cause relative ad apposizione di termini e osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;

3) per le cause relative a rapporti di locazione e di comodato di immobili urbani e per quelle di affitto di aziende, in quanto non siano di competenza delle sezioni specializzate agrarie;

4) per le cause relative alla misura e alle modalita' di uso dei servizi di condominio di case.]

(1) Articolo abrogato dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.



ARTICOLO 9 - COMPETENZA DEL TRIBUNALE (1)

Il tribunale e' competente per tutte le cause che non sono di competenza di altro giudice.

Il tribunale e' altresi' esclusivamente competente per tutte le cause in materia di imposte e tasse, per quelle relative allo stato e alla capacita' delle persone e ai diritti onorifici, per la querela di falso, per l'esecuzione forzata e, in generale, per ogni causa di valore indeterminabile.



(1) Articolo così sostituito dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.



ARTICOLO 10 - DETERMINAZIONE DEL VALORE

Il valore della causa, ai fini della competenza, si determina dalla domanda a norma delle disposizioni seguenti.

A tale effetto le domande proposte nello stesso processo contro la medesima persona si sommano tra loro, e gli interessi scaduti, le spese e i danni, anteriori alla proposizione si sommano col capitale.





ARTICOLO 11 - CAUSE RELATIVE A QUOTE DI OBBLIGAZIONE TRA PIU' PARTI

Se e' chiesto da piu' persone o contro piu' persone l'adempimento per quote di un'obbligazione, il valore della causa si determina dall'intera obbligazione.



ARTICOLO 12 - CAUSE RELATIVE A RAPPORTI OBBLIGATORI, A LOCAZIONI E A DIVISIONI

Il valore delle cause relative all'esistenza, alla validita' o alla risoluzione di un rapporto giuridico obbligatorio si determina in base a quella parte del rapporto che e' in contestazione.

[Nelle cause per finita locazione d'immobili il valore si determina in base all'ammontare del fitto o della pigione per un anno, ma se sorge controversia sulla continuazione della locazione, il valore si determina cumulando i fitti o le pigioni relativi al periodo controverso.] (1)

Il valore delle cause per divisione si determina da quello della massa attiva da dividersi.



(1) Comma abrogato dall'art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.



ARTICOLO 13 - CAUSE RELATIVE A PRESTAZIONI ALIMENTARI E A RENDITE

Nelle cause per prestazioni alimentari periodiche, se il titolo e' controverso, il valore si determina in base all'ammontare delle somme dovute per due anni.

Nelle cause relative a rendite perpetue, se il titolo e' controverso, il valore si determina cumulando venti annualita'; nelle cause relative a rendite temporanee o vitalizie, cumulando le annualita' domandate fino a un massimo di dieci.

Le regole del comma precedente si applicano anche per determinare il valore delle cause relative al diritto del concedente.