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CODICE DI PROCEDURA PENALE

D.P.R. 447/1988

Aggiornato alla L. 172/2012


  • Soggetti (art. 1-108)
    • Giudice (art. 1-49)
    • Pubblico ministero (art. 50-54-quater)
    • Polizia giudiziaria (art. 55-59)
    • L'imputato (art. 60-73)
    • Parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria (art. 74-89)
    • Persona offesa dal reato (art. 90-95)
    • Difensore (art. 96-108)
  • Atti (art. 109-186)
    • Disposizioni preliminari (art. 109-124)
    • Atti e provvedimenti del giudice (art. 125-133)
    • Documentazione degli atti (art. 134-142)
    • Traduzione degli atti (art. 143-147)
    • Notificazioni (art. 148-171)
    • Termini (art. 172-176)
    • Nullità (art. 177-186)
  • Prove (art. 187-271)
    • Disposizioni generali (art. 187-193)
    • Mezzi di prova (art. 194-243)
    • Mezzi di ricerca della prova (art. 244-271)
  • Misure Cautelari (art. 272-325)
    • Misure cautelari personali (art. 272-315)
    • Misure cautelari reali (art. 316-325)
  • Indagini preliminari e udienza preliminare (art. 326-437)
    • Disposizioni generali (art. 326-329)
    • Notizia di reato (art. 330-335)
    • Condizioni di procedibilita' (art. 336-346)
    • Attività a iniziativa della polizia giudiziaria (art. 347-357)
    • Attività del pubblico ministero (art. 358-378)
    • Arresto in flagranza e fermo (art. 379-391)
    • Investigazioni difensive (art. 391-bis-391-decies)
    • Incidente probatorio (art. 392-404)
    • Chiusura delle indagini preliminari (art. 405-415-bis)
    • Udienza preliminare (art. 416-433)
    • Revoca della sentenza di non luogo a procedere (art. 434-437)
  • Procedimenti speciali (art. 438-464)
    • Giudizio abbreviato (art. 438-443)
    • Applicazione della pena su richiesta delle parti (art. 444-448)
    • Giudizio direttissimo (art. 449-452)
    • Giudizio immediato (art. 453-458)
    • Procedimento per decreto (art. 459-464)
  • Giudizio (art. 465-548)
    • Atti preliminari al dibattimento (art. 465-469)
    • Dibattimento (art. 470-524)
    • Sentenza (art. 525-548)
  • Procedimenti davanti al tribunale in composizione monocratica (art. 549-567)
    • Disposizione generale (art. 549-549)
    • Citazione diretta a giudizio (art. 550-555)
    • Procedimenti speciali (art. 556-558)
    • Dibattimento (art. 559-567)
  • Impugnazioni (art. 568-647)
    • Disposizioni generali (art. 568-592)
    • Appello (art. 593-605)
    • Ricorso per cassazione (art. 606-628)
    • Revisioni (art. 629-647)
  • Esecuzione (art. 648-695)
    • Giudicato (art. 648-654)
    • Esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali (art. 655-664)
    • Attribuzioni degli organi giurisdizionali (art. 665-684)
    • Casellario giudiziale (art. 685-690)
    • Spese (art. 691-695)
  • Rapporti giurisdizionali con autorità straniere (art. 696-746)
    • Disposizioni generali (art. 696-696)
    • Estradizione (art. 697-722)
    • Rogatorie internazionali (art. 723-729)
    • Effetti delle sentenze penali straniere (art. 730-746)
  • Disposizioni per l’attuazione del Codice di procedura penale e disposizioni transitorie (art. 1-260)
    • Norme di attuazione (art. 1-206)
    • Norme di coordinamento (art.207-240 bis)
    • Norme transitorie (art. 241-260)

LIBRO I

SOGGETTI

(art. 1-108)

TITOLO I

GIUDICE

(art. 1-49)

ARTICOLO 1 - GIURISDIZIONE PENALE.

1. La giurisdizione penale è esercitata dai giudici previsti dalle leggi di ordinamento giudiziario secondo le norme di questo codice.



ARTICOLO 2 - COGNIZIONE DEL GIUDICE.

1. Il giudice penale risolve ogni questione da cui dipende la decisione, salvo che sia diversamente stabilito.

2. La decisione del giudice penale che risolve incidentalmente una questione civile, amministrativa o penale non ha efficacia vincolante in nessun altro processo.



ARTICOLO 3 - QUESTIONI PREGIUDIZIALI.

1. Quando la decisione dipende dalla risoluzione di una controversia sullo stato di famiglia o di cittadinanza, il giudice, se la questione è seria e se l'azione a norma delle leggi civili è già in corso, può sospendere il processo fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce la questione.

2. La sospensione è disposta con ordinanza soggetta a ricorso per cassazione.

La corte decide in camera di consiglio.

3. La sospensione del processo non impedisce il compimento degli atti urgenti .

4. La sentenza irrevocabile del giudice civile che ha deciso una questione sullo stato di famiglia o di cittadinanza ha efficacia di giudicato nel procedimento penale.



ARTICOLO 4 - REGOLE PER LA DETERMINAZIONE DELLA COMPETENZA.

1. Per determinare la competenza si ha riguardo alla pena stabilita dalla legge per ciascun reato consumato o tentato. Non si tiene conto della continuazione, della recidiva e delle circostanze del reato, fatta eccezione delle circostanze aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato e di quelle ad effetto speciale.



ARTICOLO 5 - COMPETENZA DELLA CORTE DI ASSISE.

1. La corte di assise è competente:

a) per i delitti per i quali la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a ventiquattro anni, esclusi i delitti di tentato omicidio, di rapina, di estorsione, di associazioni di tipo mafioso anche straniere, comunque aggravati e dal decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309;

b) per i delitti consumati previsti dagli articoli 579, 580, 584 del codice penale;

c) per ogni delitto doloso se dal fatto è derivata la morte di una o più persone, escluse le ipotesi previste dagli articoli 586, 588 e 593 del codice penale;

d) per i delitti previsti dalle leggi di attuazione della XII disposizione finale della Costituzione, dalla legge 9 ottobre 1967 n. 962 e nel titolo I del libro II del codice penale, sempre che per tali delitti sia stabilita la pena della reclusione non inferiore nel massimo a dieci anni.

d-bis) per i delitti consumati o tentati previsti dall'articolo 51, comma 3-bis e comma 3-quater, esclusi i delitti previsti dall'articolo 416-bis del codice penale, comunque aggravati, e i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis del codice penale ovvero al fine di agevolare l'attivita' delle associazioni previste dallo stesso articolo, salvo che si tratti di delitti indicati nelle lettere a), b), c) e d).

ARTICOLO 6 - COMPETENZA DEL TRIBUNALE.

1. Il tribunale è competente per i reati che non appartengono alla competenza della corte di assise o del giudice di pace.



ARTICOLO 7 - [COMPETENZA DEL PRETORE.]

[]



ARTICOLO 8 - REGOLE GENERALI.

1. La competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato.

2. Se si tratta di fatto dal quale è derivata la morte di una o più persone, è competente il giudice del luogo in cui è avvenuta l'azione o l'omissione.

3. Se si tratta di reato permanente, è competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione, anche se dal fatto è derivata la morte di una o più persone.

4. Se si tratta di delitto tentato, è competente il giudice del luogo in cui è stato compiuto l'ultimo atto diretto a commettere il delitto.



ARTICOLO 9 - REGOLE SUPPLETIVE.

1. Se la competenza non può essere determinata a norma dell'articolo 8, è competente il giudice dell'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione o dell'omissione.

2. Se non è noto il luogo indicato nel comma 1, la competenza appartiene successivamente al giudice della residenza, della dimora o del domicilio dell'imputato.

3. Se nemmeno in tale modo è possibile determinare la competenza, questa appartiene al giudice del luogo in cui ha sede l'ufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nel registro previsto dall'articolo 335.



ARTICOLO 10 - COMPETENZA PER REATI COMMESSI ALL'ESTERO.

1. Se il reato è stato commesso interamente all'estero, la competenza è determinata successivamente dal luogo della residenza, della dimora, del domicilio, dell'arresto o della consegna dell'imputato. Nel caso di pluralità di imputati, procede il giudice competente per il maggior numero di essi.

2. Se non è possibile determinare nei modi indicati nel comma 1 la competenza, questa appartiene al giudice del luogo in cui ha sede l'ufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nel registro previsto dall'articolo 335.

3. Se il reato è stato commesso in parte all'estero, la competenza è determinata a norma degli articoli 8 e 9.



ARTICOLO 11 - COMPETENZA PER I PROCEDIMENTI RIGUARDANTI I MAGISTRATI.

1. I procedimenti in cui un magistrato assume la qualità di persona sottoposta ad indagini, di imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato, che secondo le norme di questo capo sarebbero attribuiti alla competenza di un ufficio giudiziario compreso nel distretto di corte d'appello in cui il magistrato esercita le proprie funzioni o le esercitava al momento del fatto, sono di competenza del giudice, ugualmente competente per materia, che ha sede nel capoluogo del distretto di corte di appello determinato dalla legge.

2. Se nel distretto determinato ai sensi del comma 1 il magistrato stesso è venuto ad esercitare le proprie funzioni in un momento successivo a quello del fatto, è competente il giudice che ha sede nel capoluogo del diverso distretto di corte d'appello determinato ai sensi del medesimo comma 1.

3. I procedimenti connessi a quelli in cui un magistrato assume la qualità di persona sottoposta ad indagini, di imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato sono di competenza del medesimo giudice individuato a norma del comma 1.



ARTICOLO 11 BIS. - COMPETENZA PER I PROCEDIMENTI RIGUARDANTI I MAGISTRATI DELLA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA.

1. I procedimenti in cui assume la qualità di persona sottoposta ad indagini, di imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato un magistrato addetto alla Direzione nazionale antimafia di cui all'articolo 76-bis dell'ordinamento giudiziario, approvato con regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni, sono di competenza del giudice determinato ai sensi dell'articolo 11.



ARTICOLO 12 - CASI DI CONNESSIONE.

1. Si ha connessione di procedimenti:

a) se il reato per cui si procede è stato commesso da più persone in concorso o cooperazione fra loro, o se più persone con condotte indipendenti hanno determinato l'evento;

b) se una persona è imputata di più reati commessi con una sola azione od omissione ovvero con più azioni od omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso;

c) se dei reati per cui si procede gli uni sono stati commessi per eseguire o per occultare gli altri.